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Scopri la Sicilia > Provincia di Siracusa > Siracusa > Cosa vedere qui > La natura e il Parco archeologico Neapolis
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Natura, Paesaggio, Panoramico

Il clima nella zona del parco pu definirsi piuttosto complesso, la folta vegetazione infatti lo rende umido soprattutto nei punti pi profondi, mentre varia per divenire caldo e arido nei luoghi soleggiati pi elevati, come ad esempio nella zona del Teatro greco che si trova vicino al punto pi elevato del rilievo montuoso che contraddistingue il parco. I fattori che influenzano questo tipo di clima sono i venti salini provenienti dal mare (il parco si trova a poca distanza dal mare) e la scarsa piovosit della zona.
La vegetazione del parco molto variegata. Negli ultimi tempi i forestali che si occupano della sistemazione del parco hanno censito oltre 250 specie di piante. Tra gli alberi pi diffusi si hanno le essenze sempreverdi come gli ulivi, i cipressi mediterranei, i pini mediterranei, la palma da datteri, i ficus e diverse altre specie botaniche. Sono diffusi anche gli alberi di agrumi (aranci e limoni soprattutto). Diffuso anche l'albero del carrubo che si adatta ai climi pi caldi del Mediterraneo. Presente anche il melograno, altro frutto caratteristico del parco, tanto che un tempo la zona dove si trova l'Anfiteatro romano era detta "la fossa dei granati" cio la fossa dei melograni, nome datole proprio per l'abbondanza degli alberi di questo frutto che vi crescevano intorno e considerati fin dall'antichit come il simbolo della fertilit:
Oltre il teatro poi volle il Bonanni che ci fosse un Anfiteatro, e ne additava le reliquie nel luogo detto la Fossa dei granati, ovvero il Colosseo.
(Alessio Narbone, Istoria della letteratura siciliana, Volume 1, 1852)
L'origano una pianta aromatica molto caratteristica del parco, qui infatti sul rilievo montuoso del colle Temenite cresce una specie rara di origano detta Origanum onites:
L'Origanum onites si rinviene particolarmente nei colli Iblei pi prossimi a Siracusa ove fu raccolto dal Boccone, nonch nei contorni di quella citt; ma quando nel vigore della vegetazione, le foglie non sono cos picciole come vengono dal Boccone stesso rappresentate, e come si descrivono dal Wildenow, emulando allora in grandezza quella dell'Origanum smyrneum.
(Guglielmo Capozzo, Memorie su la Sicilia..., 1840)
Il nome dell'origano deriva dalla lingua greca: da "oros" monte e da "ganos" splendore, bellezza, pertanto lo splendore del monte, poich questa pianta particolarmente significativa e il suo fiore copre, decorandolo, il suolo in cui cresce. Si narra che fu Alessandro Magno ad importarlo in Europa di ritorno dalle sue avventure in Oriente, ma dato che la rara specie di origano che cresce solo a Siracusa (Colle Temenite, Tonnara di Santa Panagia, Balza di Akradina) e in alcune zone di Catania, stata definita di seme autoctono, ci lascia pensare che l'origano qui abbia avuto una propria diffusione naturale non dipendente dall'importazione di epoca alessandrina. L'onites identificata nel Mediterraneo orientale. Grazie alle pareti calcaree vi crescono anche i capperi (Capparis spinosa), altra pianta aromatica che predilige le zone rampicanti costiere e rocciose come il terreno del parco siracusano. Ulteriore pianta aromatica presente il timo.
La macchia mediterranea costituisce la flora del parco. Vi si trovano gli arbusti di mirto, pianta profumata di origine antica, l'acanthus mellis (le foglie d'acanto), sono note perch vennero riprodotte come modello architettonico greco-antico nel famoso Ordine corinzio.
Nel parco si ha la crescita di piante caratteristiche come il antirrhinum siculum miller; il barboncino mediterraneo; le polygonaceae; l'edera rampicante, il rovo che produce dei frutti a drupa.
Molte di queste piante producono dei fiori di particolare bellezza. La composizione floreale del parco data dall'hibiscus (specie tiontun) con dei grandi fiori campanulati di svariati colori, dalla malva sylvestris, fiore presente nei luoghi incolti, dalla campanula (specie rupestris), grandi fiori a forma di campanella e di colore blu che crescono lungo le pareti rocciose e i muri, dalla bouganvillea (specie spectabilis), fiore brasiliano importato nell'Ottocento, dal fiore dell'arbusto Tamarix gallica, notevole pianta che produce fiori rosa o bianchi, diffusa nel Bacino del Mediterraneo. Anche la nymphaea, il fiore che cresce nell'acqua, fa parte della vegetazione del parco poich cresce sul terrazzo del colle Temenite dove vi la grotta che trae radice dal suo nome.
La morfologia del parco
Il parco posto sul modesto rilievo montuoso detto colle Temenite. Questo rilievo, cos come il monte Epipoli, fa parte dei rilievi montuosi, non molto elevati, che attraversano il territorio urbano di Siracusa.
Il colle divide in due le caratteristiche territoriali del parco. A sud di esso si trovano i primi monumenti della Neapolis, mentre dirigendosi verso nord si trovano le profonde latomie, scavate nella roccia di questo colle. Sopra la sua cima, detta terrazzo, si trovano ancora altre vestigia.
Questo colle menzionato da Tucidide, che nel descrivere la guerra che Atene mosse a Siracusa, narra di dove si accamparono i soldati ateniesi:
Or le indicazioni di Tucidide concorrono tutte a mostrare l'identit della rupe con quella che sovrasta il paesaggio che oggi addimandasi la portella del Fusco. E perch possa venire pi chiaro quanto si per noi asserito, riferiremo ci che scrive il medesimo storico al proposito di Gilippo, che salito per l'Eurialo alle Epipoli, si avvicin alle fortificazioni nemiche dietro le quali tenevasi Nicia; del che avvedutosi Gilippo, si condusse sopra un colle detto Temenite, ove si accamp. Risulta dunque dall'anzidetto, che la rupe, la quale formava parte essenziale della cinta innalzata da Nicia a fronte delle mura del sobborgo, esser doveva situata fra questo ed il colle.
(Domenico Lo Faso Pietrasanta, Le antichit della Sicilia esposte ed illustrate... , 1840
Il parco si trova nei pressi del fiume Anapo, ma anche al suo interno vi doveva affluire dell'acqua poich gli storici raccontano di fonti, soprattutto nell'Ottocento, una delle quali portava lo stesso nome del colle:
Il tratto meridionale poi fra le mura di Neapoli e la sinistra sponda dell'Anapo chiamasi il Prato Siracusano, ed ivi sgorgavano verso l'Epipoli la fonte Temenite, oggi fonte dei Canali, e verso Neapoli il saluberrimo fonte Milicchio, oggi Pismotta: I campi alla destra dell'Anapo erano innaffiati dalla fonte Archimedia, presentemente detta Cefalino, dal fonte Cianna, oggi detta la Pisma, che prende corso di fiume, e si congiunge poi all'Anapo.
(Gaetano Moroni, Dizionario di erudizione..., 1854
Questa descrizione si riferisce al territorio che circonda il parco. Sul terrazzo del colle Temenite sgorga dell'acqua proveniente dall'acquedotto detto del Ninfeo, dato che le sue acque sgorgano all'interno dell'omonima grotta. Anche l'acquedotto Galermi venne a confluire all'interno del parco, poich fu precedentemente collegato, tramite un ponte oggi non pi esistente, alla piccola cascata che sgorga dalla grotta del Ninfeo che pare abbia un collegamento anche con l'acqua proveniente dall'acquedotto Galermi.
Fonte: http://it.wikipedia....Inserito da Alfredo Petralia   
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