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Immergiti in una cultura millenaria, nella cultura siciliana e riscoprirai nel Mediterraneo il cuore della sua gente...

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... Un viaggio fra colori, profumi, sapori per riscoprire l'unicit e la bellezza della Sicilia, accompagnati "manu manedda" alla scoperta di 390 piccoli mondi. ...

Feste, Sagre e Tradizioni

... Feste, Spettacoli, Expo, Mercatini, Folklore, Festival, Radunie Spettacoli teatrali. Per conoscere e scoprire, manifestazioni antiche e recenti. ...

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Un viaggio fra colori, profumi, sapori per riscoprire l'unicit e la bellezza della Sicilia, accompagnati "manu manedda" alla scoperta di 390 piccoli mondi.

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Vista di Stromboli da Panarea

Chiesa del SS. Crocifisso

Religioso, Storico, Paesaggio
La Chiesa del SS. Crocifisso, il cui crocifisso ligneo, di notevole fattura, oggi si trova nella chiesa Madre. L'ampio scenario che si apre dalla porta laterale della chiesa, lascia a bocca aperta anc...

  Calatabiano

Vecchio Ospedale dei Bianchi

Monumentale, Storico
Costruito intorno al 1400, nel centro storico, la sua gestione venne affidata alla Compagnia dei Bianchi.Ristrutturato nel 2010 l'ospedale, nei secoli, si sosteneva grazie al buon cuore dei corleonesi...

  Corleone

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  • Manu Manedda
    C 'nparadisu pusatu na tri pedi* unni lu celu si cusi cu lu mari, unni lu suli sciogghi lu pinseri, unni si scinni cchi 'nfunnu 'nta lu cori. E l'occhiu si rapi a meravigghia na sta terra ca resta la cchi bedda unni si veni, cu li frastorni arreri, ju t'accumpagnu manu manedda. C' un Paradiso poggiato su tre piedi* dove il cielo diventa un tutt'uno con il mare dove il sole scioglie la fantasia dove si arriva nella parte pi profonda del cuore. e lo sguardo resta meravigliato per una terra che resta la pi bella dove se vieni a visitarla, in vacanza, te le faccio scoprire accompagnandoti mano nella mano. autore: Angelino Finocchiaro NOTE: *(allusione alla raffigurazione della Sicilia con il triscele e alla storia di Colapesce)
  • NIKE
    Lo guardai fisso negli occhi, lei si sedette e a sua volta mi guard, ansante, quasi gioiosa. Saltellava scomposta con atteggiamento inquieto come chi aspetta una risposta a un interrogativo. "Va bene" - dissi - "prendiamola noi" . La signora la sleg e la portai al guinzaglio fin dentro il bagagliaio della vecchia Renault. Enrico era felice, l' avevamo tolta a un destino da canile senza padrone. Una bella cucciola, pareva di razza pastore maremmano imbacuccata nel suo manto peloso rigidamente bianco. Trovammo un nome a quella bellezza prorompente, a quell'allegria indisciplinata da cucciolo in una fredda giornata invernale proprio l, in quella piazza dove scoprimmo quella scultura e dove quel giorno l'onda del mare sbatteva violentemente ricascando su se stessa in una morbida schiuma biancastra come quel pelo bianco della cucciola. E si chiam proprio Nike. Angelino Finocchiaro
  • Vivere in Sicilia
    Non invidio a Dio il Paradiso perch sono ben soddisfatto di vivere in Sicilia. Federico II (1194 ? 1250)
  • Carnevale di Acireale

    Carnevale di Acireale

    Acireale
    Il pi bel carnevale di Siclia. Sfilate di carri allegorico grotteschi, e macchine infiorate.

      Scopri gli eventi di Sicilia

    Racconti, miti e leggende

  • LA LEGGENDA DI AMINA
    Presso i Fenici che abitavano l'isola di san Pantaleo , chiamata anche Mozia , era in uso il fatto che il re sacrificasse la primogenita al feroce dio Moloch. Oltre al sacrificio umano dovevano essere sacrificate sette grasse giovenche bianche, dovevano essere bianche per simboleggiare la luce. Anche re Sharib doveva sottostare a questa regola cos prepar una grande festa con vivande prelibate,ricche vesti e giochi per il giorno in cui avrebbe sacrificato la figlia Amina che aveva gi sette mesi.Si aspettava solo che lo stregone Atim ricevesse il segno dalla luna per procedere al sacrificio.Anche i giovani si preparavano alle gare sportiva,specialmente alla gara che consisteva nell'uccidere con la sola scure un toro nero....''il grande duello''. Il sacerdote decret che il giorno successivo sarebbe stato propizio. L'indomani mattina si rec a prelevare la bambina ma trov il suo alloggiamento vuoto.....chi avrebbe potuto ora placare l'ira del vendicativo Moloch? Vennero avviate delle ricerche ma tutto fu inutile, la bambina era scomparsa. Passarono gli anni, morirono sia il re che il sacerdote ma ogni tanto qualcuno si ricordava della dolce Amina scomparsa.Ogni tanto nei boschi i cacciatori o i guerrieri avevano visto una figura femminile dai lunghissimi capelli corvini ma chiunque avesse cercato di catturarla aveva perso la vista.Un giorno il giovane re Someiro figlio del defunto re Sharib vide una strana figura che cavalcava una gazzella e decise di catturarla.Scocc una freccia dal suo arco che fece cadere la fanciulla dal cervo. Il re si rese conto di averla ferita e la trasport alla reggia.Qui fu curata e un giorno and a trovarla la vecchia regina che si stup per il fatto che la giovane somigliasse moltissimo a lei quando era ragazza.Il re non sapeva che quella era la sorella strappata al destino sacrificale cos decise di sposarla. Alla notizia del matrimonio la regina mor perch si era resa conto che quella era Amina . Purtroppo la vendetta del dio crudele non si arrest, i due giovani,ignari di essere fratelli si sposarono ma la sposa diede alla luce un serpente ,invece di un bambino cos il re la uccise ,come strega ,e poi si tolse la vita.......la vendetta del terribile dio Moloch per il mancato sacrificio si era compiuta.
  • IL PRANZO DEL PRINCIPE
    C?era una volta un principe arabo di nome Tum-Allah , viveva nel regno di suo padre e passava le sue giornate andando a caccia con i suoi amici e scrivendo la storia della sua terra bellissima . Il principe era un buongustaio , inventava nuove ricette (che scriveva in un libro segreto ) e aveva nelle sue cucine cuochi che venivano da ogni parte del mondo . Il piatto che mangiava con pi gusto era la gallina in brodo servita insieme al riso , alle uova sode e a piccoli pezzi di formaggio di capra . Era tanto goloso del suo piatto preferito che quando pensava di star fuori per qualche giorno i cuochi dovevano portarsi dietro galline ,uova , formaggi , spezie , pentoloni , sacchi di riso e tanti ,tanti utensili da cucina ??.sembrava ogni volta quasi un trasloco ! Un giorno suo padre re Terek si ammal , mand a chiamare il figlio e gli disse :- Figli mio , si avvicina il giorno della mia consueta visita nelle nostre terre di Sicilia ma la mia malattia non mi consente di affrontare un viaggio cos lungo , dovrai andare tu al mio posto.- Tum-Allah fu ben felice di accettare perch era curioso di visitare nuove terre , di conoscere nuove persone e soprattutto di scoprire usi , costumi e ricette da scrivere nel suo libro segreto ; cos si prepar alla partenza e indovinate quali furono le prime persone ad essere avvertite??ma i cuochi naturalmente!! Al palazzo ci fu gran fermento e dopo qualche giorno il principe era pronto a partire . Caricata la nave e imbarcati i passeggeri , si apprestarono a fare questo viaggio in terre a loro sconosciute. Approdarono nel piccolo attracco di Trezza ( l?attuale Aci Trezza ) e si trovarono di fronte allo spettacolo di una terra ricca di colori , di profumi che non si aspettavano. Appena sbarcato il principe vide venirgli incontro un giovane sorridente , scalzo e con in testa uno strano copricapo rosso a forma di cappuccio che nella sommit aveva un laccio intrecciato che finiva con un piccolo ?giummo?verde . Il giovane , appena fu in presenza del principe si tolse il copricapo ed inchinandosi rispettosamente salut il principe :- Benvenuto eccellenza , il mio nome Turiddu e sar felice di accompagnarla in questi giorni che passer qui in Sicilia .- Il giovane Turiddu fu subito simpatico al principe tanto che per l?indomani organizzarono una battuta di caccia alle pendici dell?Etna . I cuochi del principe , di buon mattino , precedettero i cacciatori per montare fornelli e pentoloni e preparare il pranzo ; furono cotte dieci galline , cento uova ed un sacco intero di riso per sfamare tutti . Quando il principe ed il suo seguito ,stanchi della caccia , tornarono al campo ,trovarono un pranzo degno di un re. Si sedettero a tavola e il principe volle Turiddu accanto per continuare a chiacchierare . I servitori sistemarono le vivande al centro della tavola e tutti cominciarono a mangiare servendosi con le mani ; tutti tranne Turiddu che con calma tir fuori da un cestino una ?mappina? dove erano avvolte in altrettante , grosse, foglie di vite quattro ?beccafico ? di sarde . Il principe lo guard esterrefatto mentre Turiddu prendeva i pesci ripieni dalla coda e cominciava a gustarli . - Sua signoria vuole favorire ?- Chiese Turiddu porgendo una foglia d?uva come se fosse un piatto prezioso . - Certamente , con piacere !- Rispose il principe e addentando il pesce ripieno di pangrattato , uova , formaggio e prezzemolo lo trov tanto gustoso da chiedere a Turiddu la ricetta per il suo libro . - Mi dispiace eccellenza ? rispose Turiddu ma non so la ricetta , la chieder a Nunziatina , la mia fidanzata , lei che mi prepara queste buone cose quando vado a caccia !- L?indomani si ritrovarono ancora tra i boschi dell?Etna e ancora una volta , a pranzo , Turiddu non si un agli altri ma tir fuori dal suo cestino un involto di carta gialla , pesante , al suo interno quattro sfere dorate che emanavano un magnifico profumo :- Sua signoria vuole favorire ? Oggi Nunziatina mi ha preparato gli arancini di riso .- Il principe incuriosito dalla forma e dal profumo addent un arancino scoprendo il ripieno di pezzetti di carne al sugo, i piselli , le uova sode ?.e pens , chiss se esiste un modo per poter gustare la mia prelibata gallina in brodo senza fare tanta fatica ? Chiss se i miei cuochi sarebbero capaci di inventare un piatto buono , saporito e comodo da trasportare come quelli che prepara Nunziatina ? Ma non disse nulla . L?indomani aspett con ansia di vedere cosa la fidanzata avesse preparato al suo amato ed effettivamente a pranzo Turiddu tir fuori dal suo cestino ancora una volta la sua mappina ed all?interno c?erano delle fette di scacciata , fragranti e profumate come appena sfornate. - Vuole favorire sua signoria?- E il principe guard meravigliato quella che poteva sembrare una grossa fetta di pane che per al suo interno nascondeva carne, verdure, formaggio , uova ,cio un vero e proprio pranzo da tenere in mano ! Tornato nel suo paese il primo pensiero fu quello di bandire un concorso tra tutti i cuochi del regno per trovare un piatto come quelli gustati in Sicilia . Ma nessuno dei cuochi ci riusc ; furono spennate e cotte decine e decine di galline , furono bolliti sacchi di riso e centinaia di uova , furono fatte a piccoli pezzi forme intere di formaggio ma niente si avvicinava ai piatti di Nunziatina. Il principe per non si arrese e ,vedendo che nessuno al suo paese riusciva ad accontentarlo part di nuovo per la Sicilia con una nave carica di ogni ben di Dio deciso a trovare ci che cercava . Figuratevi la sorpresa di Turiddu quando gli dissero che il principe Tum-Allah voleva parlare con lui e la sua fidanzata! Si presentarono al cospetto del principe che disse a Nunziatina :- Ho potuto apprezzare i piatti che cucini per Turiddu e vorrei che preparassi anche per me una pietanza che sia facile da trasportare cos che io possa sempre mangiare la mia gallina in brodo .- Nunziatina si mise all?opera e , aiutata da Turiddu , spenn la gallina,la fece cuocere , rassod le uova spezzett il formaggio e mise tutti questi ingredienti all?interno di due strati di riso che aveva fatto cuocere nel brodo della gallina. L?indomani mattina si present al principe con quel piatto che sembrava una torta dorata . -Eccellenza ecco la pietanza che mi avete richiesto , l?ho chiamata ?tummala ? in vostro onore e spero che sia di vostro gradimento.- Il principe guard la torta di riso pregustandone il sapore , la affett ,scoprendone il gustoso segreto, la addent e?..gli occhi gli si illuminarono ! Era proprio il piatto che voleva ! Ringrazi i due fidanzati che ricevettero in dono :un appezzamento di terreno , un premio in denaro e tutte le ricette del libro segreto del principe per poter vivere una vita felice .
  • IL CASTAGNO ED I DIAVOLI ROSSI
    Sono nato da un piccolo riccio caduto per caso dalla bisaccia di un cacciatore. Sin da quando, piccolo arbusto, mi sono affacciato dalla terra, gli gnomi, che avevano casa poco lontano, provvedevano a tenermi caldo d?inverno ed a non farmi mancare l?acqua d?estate. Si sa, da noi in Sicilia, crescere non facile, ma in breve tempo ho visto diventare il mio tronco vigoroso e forte e la mia chioma ricca e ombrosa tanto che i miei amici gnomi si sono trasferiti in una deliziosa villetta tra le mie radici. Mi ricordo che un giorno, la regina sorpresa dal temporale con tutto il suo seguito, trov riparo sotto le mie fronde. Sapete come mi hanno chiamato da allora? ?Il castagno dei cento cavalli!? Lo so, vi sembra esagerato ma vi assicuro che c?era davvero una confusione apocalittica quella notte; tra lampi, tuoni, pioggia, e il vulcano che faceva la sua parte regalandoci continui boati!! Pensate che gli gnomi hanno impiegato quasi tutta la notte a tenere calmi i cavalli e i cani; e la giovane Giglioverde ( che una sposina di appena 253 anni) ha utilizzato tutte le sue scorte di erbe e bacche per gli infusi calmanti! Per fortuna, al primo raggio di sole, le fate del mattino, spargendo un po? della loro polvere segreta mista al polline di zagara, hanno regalato a tutti un po? di riposo. Ma sapete quale stata la notte in cui mi sono spaventato di pi? E? stata la notte della rivolta dei Troll Quella notte terribile (erano gi passati 200 anni da quando la regina si era riparata sotto le mie fronde) i Troll, giganteschi e minacciosi, con la pelle umida e sporca, brandendo le loro rudimentali clave e facendosi luce con enormi torce, si precipitarono per i sentieri impervi della montagna; volevano conquistare il territorio degli gnomi e quello degli elfi. La battaglia fu terribile ed improvvisamente un Troll, inciampando in una delle trappole tese dagli gnomi, cadde rovinosamente dando fuoco alle mie fronde. Il mio terrore era infinito, gi mi vedevo morto come la quercia che il mese prima era stata colpita da un fulmine, avrei voluto fuggire mentre sentivo il mio tronco bruciare e la linfa scorrere via dal mio corpo. . . aiuto!. . . aiuto! pensai sempre pi convinto di essere alla fine dei miei giorni; ma improvvisamente vidi arrivare da lontano. . . centinaia di diavoli rossi!! Cominciarono a percuotere le mie povere fronde doloranti. . . pensavo che veramente fosse giunta la mia ora. . . chiusi gli occhi per non vedere . . . Improvvisamente sul mio tronco, sui miei rami, sulle mie foglie, sentivo scorrere acqua; meravigliosa, provvidenziale acqua che spegneva il fuoco! Aprii gli occhi, quelli che mi erano sembrati diavoli erano invece decine di garibaldini che, trovandosi di passaggio mi avevano visto bruciare e bagnando il loro poncho rosso avevano spento le fiamme. Quella notte le mie fronde si sono vestite di rosso e dell?incendio non rimane altro che una stanza annerita scavata nel mio forte tronco.
  • Il Re di Gibilterra
    Questo re possedeva palazzi incantati nel mare, era molto potente, e la sua superbia non aveva limiti; egli era anche bellissimo e prode, e nell'udire quanto dicevasi di lui si accese d'amore la bellissima figlia del re di Sicilia. Il padre le voleva dare uno sposo, ma essa ricus tutti quelli che domandavano la sua mano, e disse che desiderava solo per suo signore il re di Gibilterra, e che non si sarebbe piegata mai ad ac-cettare altro sposo. Il re fu molto dolente nell'udire quanto diceva la fanciulla, poich sembravagli impossibile che il caso potesse farle conoscere da vicino il re di Gibilterra; ma poi vedendo che ella era tanto invaghita di colui, che solo nel suo affetto avrebbe potuto trovare ogni gioia, e stimando che doveva adoprarsi con tutta l'anima per renderla felice, credette ottimo consiglio andare a visitare il re superbo, e vedere che gli riuscisse di combinare le nozze. Part con molto seguito, lasciando la figlia in Sicilia, e navig verso il regno del re superbo di Gibilterra. Quando entr nel porto della sua citt si sdegn forte, non essendovi nessuno pronto a rendergli quelle ono-ranze che si convenivano all'alto suo grado. Egual cosa avvenne quando discese nella citt, e giunse innanzi al principe, il quale lo accolse superbamente, non come sovrano a lui eguale nel grado, ma come un oscuro forestiere; eppure pensando all'amata figliuola il re sopport con pazienza tanta scortesia ed acconsent volentieri a seguire il re superbo, che volle fargli vedere le meraviglie del suo palazzo costruito sotto il mare. In quella dimora incantata erano raccolte tali ricchezze che nessuno avrebbe potuto descriverle degnamente. Il corallo, la madreperla, la vegetazione stupenda del mare, le conchiglie bizzarre si vedevano da ogni parte, ed il re di Sicilia ammirava tutto, pur cercando il mezzo di parlare della propria figlia, finch riusc nel suo intento. A poco a poco, come se discorresse senza fini ascosi ne vant la grazia e la bont; poi, come forse usavasi nei tempi lontani in cui avvennero i casi meravigliosi narrati dalla leggenda calabrese, il re fin col dire al Signore di Gibilterra che sarebbe stato altero di averlo per genero. Allora il re sdegnosamente lo condusse in una sala immensa dove erano moltissime statue di sale dalle forme bellissime; e additandole ad una ad una al re di Sicilia chiese se sua figlia avesse pari bellezza, e fin col dirgli che tutte quelle donne aveano sperato di poterlo sposare. Ora pareva al re di Sicilia che una di quelle statue rassomigliasse alla figlia, ora ne vedeva altre da lei assolutamente diverse; ma quando il re di Gibilterra gli fece intendere che non si sarebbe piegato a sposare la fanciulla, il povero padre, che tanto amava quella diletta sua, non seppe nascondere il proprio dolore, e disse al re che se respingeva l'affetto della fanciulla essa si sarebbe uccisa. Nell'udir quelle parole il re superbo prese freddamente un pugnale e lo porse al misero padre dicendo: Se vorr uccidersi datele quest'arme. Sempre pi dolente il padre soggiunse: Se dovr rinunziare al vostro affetto si strangoler. Il bel re di Gibilterra gli diede una sciarpa di seta rispondendo: Se vorr strangolarsi datele questa sciarpa. Il re di Sicilia si prov ancora una volta a commuovere il re superbo dicendo: Se dovr rinunziare a voi pianger di continuo. Il bel re gli offr un fazzoletto di stoffa d'oro dicendo: Se pianger datele questo fazzoletto per asciugarsi le lagrime. Il re di Sicilia torn tristamente nel proprio regno, e narr alla figlia quanto era avvenuto, poi, nella speranza di toglierle dal cuore l'amore, provandole tutta la crudelt del re di Gibilterra, le mostr il pugnale, la sciarpa, il fazzoletto. La fanciulla sent acerbo dolore, ma non si sgoment; prese quegli oggetti, poi chiese al padre in grazia che la lasciasse partire per un lungo viaggio, con un alto dignitario della corte. Il re vers molte lagrime nell'udire quella preghiera, ma non sapeva negare cosa alcuna all'unica figliuola, e le concesse quanto chiedeva. La fanciulla part per Gibilterra, ove conobbe la sorella del re superbo; costei compiacevasi nel raccogliere molte belle fanciulle nei suoi palazzi fatati, che erano ascosi nel mare, e fra esse volle anche la giovane viaggiatrice, che non fece conoscere l'alto suo grado, ma seppe dare prova di tanta valentia nel sonare o nell'eseguire lavori diversi colle candide mani, che la sorella del re superbo parl con frequenza a costui dell'ammirazione che provava per la giovanetta. Il re volle vederla e and nelle splendide sale del palazzo ove ella dimorava; le belle fanciulle, in attesa di quella visita, avean fatto sfoggio di vesti ricchissime, ed eransi con molta arte adornate; la sola figlia del re di Sicilia, vestita dimessamente, accolse con orgoglio il re, continuando a lavorare e mostrando di non curarsi di lui. Forse a cagione di quell'indifferenza egli si accese d'amore nel vederla, e dopo quel giorno furono frequenti le sue visite alla bella sdegnosa, che non curavasi dell'amore che gli ardeva nel petto. Finalmente l'orgoglio del re superbo fu vinto, ed egli disse alla bella fanciulla che se non voleva accettarlo come sposo si sarebbe piantato un pugnale nel cuore. La fanciulla sorrise e gli present subito un pugnale. Al re parve di riconoscere quell'arme, ma nel dolore e nello sgomento di quell'ora bad appena a questo, e disse alla fanciulla che si sarebbe strangolato per amore. Ella sorrise ancora e gli present una sciarpa, che egli prese con somma meraviglia, riconoscendo in essa quella che aveva data al re di Sicilia. Sent allora nel cuore una com-mozione profonda, e per togliersi dalla mente ogni dubbio disse con voce malferma alla fanciulla, che avrebbe pianto sempre, sempre. Ella sorrideva e gli porse un fazzoletto che egli ben conosceva; allora il re superbo seppe chi era colei che sdegnava l'amor suo; con molte lagrime le chiese perdono della crudelt passata, e la pace fu conchiusa in mezzo al mare fra lui e la bella fanciulla. Ella volle vedere il palazzo del suo promesso sposo, pass nelle sale di corallo e di madreperla e giunse innanzi alle statue di sale, pregando il re di far cessare l'incantesimo che teneva prigioniere tante belle giovani. Egli ubbid; per un caso meraviglioso le statue ebbero moto e vita, le fanciulle liberate si elevarono verso la superficie del mare per tornare nelle case lontane, e nel gaudio inenarrabile di quell'ora la terra di Sicilia fu congiunta dall'affetto al regno del re superbo. --------------------------------------- FONTE: Racconti del mare di Maria Savi Lopez
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