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Storico, Mare, Arcipelaghi, Monumentale, Museale, Paesaggio, Parchi

L'isolotto di Isolabella viene dichiarato di rilevante interesse storico artistico e sottoposto alla disciplina di tutela della L. n. 1089/39 con D.A. n. 2060 del 9 ottobre 1984. Fa parte del parco archeologico dal 1 settembre 2010; mentre l'istituzione del Museo Naturalistico dell'Isola è anteriore ed ai sensi della L.R. n. 4 del 17 febbraio 1987. Isolabella rientra in zona A dell'omonima Riserva Naturale Orientata istituita con L.R.14/88 e fa parte dei siti di interesse comunitario (ITA 030031); anche i fondali marini attorno al'isolotto ricadono in area SIC (ITA 300040).
Isolabella è posta al centro di una splendida insenatura designata da Capo Sant'Andrea e Capo Taormina. Più che un'isola essa può considerarsi una propaggine della terraferma collegata da una sottile striscia di spiaggia ghiaiosa che, nel tratto centrale resta sommersa con un battente variabile in funzione delle condizioni meteo marine e fluttuante con le alternanze della marea.

Geologicamente l'isola si inquadra nell'ambito del dominio strutturale dell'Unità S.S. Kabilo-Calabride e le aggregazioni clastiche che caratterizzano l'ammasso carbonatico-dolomitico, sono riferibili a sedimenti triassici litologicamente costituiti da calcari detritici, oolitici e stromatolitici, passanti localmente a dolomie saccaroidi di colore giallo.
Morfologicamente l'isolotto si estende per circa 8000 mq e raggiunge con una forma conica un'altezza massima di 33 m s.l.m., mostrando caratteri aspri e rupestri, con rocce molto frastagliate in corrispondenza dell'orizzonte prossimo al livello del mare.
Le condizioni climatologiche locali hanno favorito l'istaurarsi di un impianto botanico peculiare ed estremamente suggestivo, caratterizzato oggi sia da essenze endemiche, anche di rilevante interesse scientifico nonché da piante esotiche ornamentali o di tipo agrario (ulivi) impiantate dai vari proprietari dell'isola, che hanno creato microambienti adatti alle nuove essenze inserite.
Fra le specie spontanee, alcune delle quali rare e minacciate di estinzione, si rilevano la Dianthus rupicola ( garofano rupicolo), la Brassica incana Ten. (cavolo biancastro) e Seabiosa cretica (vedovino delle scogliere) e soprattutto la Limonium Jonicum Brullo, piccola pianta erbacea perenne esclusiva delle rocce marittime situate attorno all'isola e nel prospiciente Capo Taormina.
La fauna terrestre nell'isolotto è limitata ma risalta la presenza di un'endemica e rara lucertola (detta dal petto rosso) che è presente solamente in questo sito.
L'avifauna è rappresentata da uccelli marini e da quelli legati agli ambienti delle pareti rocciose; entrambi ben adattati all'elemento aereo, esperti e instancabili voleggiatori offrono ai bird-watcher l'affascinante spettacolo del volo in tutte le sue sfumature.
E' proprio in un contesto naturale come quello sinteticamente descritto, certamente struggente e di elevata valenza pesaggistica, che si inserisce la componente umana.
La storia di quest'isola annovera il passaggio di illustri personaggi tutti dediti a divulgate la sua bellezza come il Barone Wihelm Von Gloden, Goethe, Byron, Dillon, Geleng e tanti altri.
La storia recente di quest'isola si può fare iniziare con Ferdinando I di Borbone che nel 1806 la donò al Comune di Taormina, il quale, le vendette successivamente a Miss Travelyan che vi costruì una piccola casa e introdusse le prime essenze esotiche.
Successivamente l'isola passa al custode della famiglia Travelyan (Don Cesare) il quale la vendette alla famiglia Lo Turco che a sua volta la cedettero nel 1954 alla fam. Bosurgi, noti imprenditori messinesi, i quali costruirono una villa che divenne loro residenza. La sensibilità ambientale e paesaggistica dei Bosurgi è evidente osservando la villa e i particolari che la caratterizzano. Infatti essa si inserisce fra le asperità delle rocce calcaree, con una serie di stanze e belvederi sovrapposti, collegati da scalinate interne ed esterne ed ampliate con pareti e volte costruite con pietre aggregate con sottili fili di ferro, determinando un complesso armonico e affascinante. L'insieme di tutte queste componenti hanno favorito un insieme paesaggistico unico ed ineguagliabile, che risalta maggiormente se inserito negli scenari della costa e dei rilievi taorminesi.

Il complesso di "Villa Caronia" è stato acquisito al patrimonio della Regione Sicilia con contratto di compravendita reso esecutivo con D.A. 5077 del 18.10.1991 e, unitamente a Isolabella, destinato anch'esso a Museo Regionale Naturalistico. Tale bene prende il nome dal suo ultimo proprietario (On. Prof. G. Caronia) e consiste in una villetta di prevalente colore rosso e circondata da un terreno di circa 1.60 ettari che si unisce armonicamente con il sottostante Capo Taormina. Il sito presenta un'orografia accidentata nel versante sud - sud est dove predomina una fitta vegetazione di macchia mediterranea, mentre la parte nord - nord est presenta una morfologia meno acclive, dove sono stati realizzati diversi terrazzamenti collegati da vialetti e scalinate sostenuti da muretti in pietra.
Tutti i terrazzamenti sono adornati da fiori e piante di diverse specie che si alternano ad alberi d'alto fusto (prevalenti ulivi) che ombreggiano i vialetti e i belvedere da cui si possono ammirare squarci di territorio taorminese e della baia di Giardini Naxos di incomparabile bellezza.
Per la grande varietà e pregio delle specie vegetali impiantate il parco è stato segnalato nel 1970 come "GIARDINO BOTANICO" dall'Istituto Geografico De Agostini nella cartografia realizzata in occasione dell'esposizione internazionale del fiore e della pianta.
Fonte: www.regione.sicilia....Inserito da Alfredo Petralia   
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